E’ incredibile come le banalità diventino notizie, e come mai come oggi si tenda a confondere la verità con l’opinione.
Forse è l’ondata del Web 2.0 a rendere tutto incerto, forse ancora qualcuno crede alla “balla” dell’intelligenza collettiva che sarebbe in grado di fare miracoli, ma io resto comunque sorpreso nel leggere certe notizie.
Il garante della privacy ha richiamato i giornalisti dicendo testualmente:
È necessario che i giornalisti verifichino sempre con attenzione le informazioni personali e le immagini che si possono trovare su Facebook e gli altri social network.
Accidenti! Chi l’avrebbe mai detto! I giornalisti devono addirittura verificare le fonti? Certo, qualche furbastro di certo avrà pensato:
Tanto c’è Facebook, su cui prima o poi rimbalza tutto ed il suo contrario, tanto vale stare alla “finestra 2.0″ e raccogliere il lavoro della comunità di utenti…
Ed ecco che all’improvviso qualcuno si accorge che se su un qualsiasi social network o su un qualsiasi Wiki (anche su Wikipedia è la stessa cosa) tutti possono scrivere liberamente le proprie idee, questo non significa affatto che tutte siano vere. Tanti contributi saranno certamente verosimili, ma da qui a diventare notizie giornalistiche… ce ne corre, altro che se ce ne corre! Per non parlare della conoscenza enciclopedica…
Temo che questo sia il destino di tutto quel che diventa moda, di quel che fa tendenza… ci si deve aggrappare a qualsiasi stupidaggine pur di parlarne in tutte le salse, e su tutti i media.
Ed il Web 2.0 è diventato una moda! Nel bene e – purtroppo – soprattutto nel male!








