Tutti a scrivere… ma chi legge?

Uno dei concetti maggiormente utilizzati per magnificare le innovazioni (o presunte tali) del Web 2.0 si basa sulla partecipazione attiva di chi prima poteva solo leggere i contenuti del Web.

Anche se con differenti gradi di libertà, adesso gli utenti possono con semplicità ed immediatezza commentare il contenuto dei blog, ma soprattutto creare blog, diventanto così autori a tutti gli effetti. Gli strumenti e le piattaforme per creare un blog abbondano, e molte volte sono utilizzabili praticamente da chiunque.

Ma qual’è l’inghippo? A ben vedere, è lo stesso che ha sempre caratterizzato il Web: la visibilità!

Una cosa è creare un sito Web o un blog, un’altra è farlo conoscere, un’altra ancora è renderlo utile, interessante, attendibile… può l’”autore 2.0” prescindere dagli ultimi due punti? Non può, evidentemente… ma non sempre questo viene evidenziato, anche in presenza di analisi ed analisti di rilievo.

Non ci si deve stupire, allora, se – come evidenziato dal recente articolo di Davide Frattini - i blog più visti e seguiti appartengono a persone già ben conosciute al di fuori della rete (Grillo, Travaglio…).

Tutti possono sul Web dire la propria, ma chi li ascolta?

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