Chi ha paura del Web?

La domanda può sembrare oziosa, soprattutto se a farsela sono i cosiddetti addetti ai lavori: il Web – inteso come strumento al servizio dell’Uomo – non dovrebbe fare paura proprio a nessuno, semmai è sull’utilizzo che se ne fa che potremmo parlare assai a lungo, ma non ora… è su altro che voglio soffermarmi adesso.

Come già scritto ieri, il governo ha bloccato i fondi per la banda larga, rinviando a data da destinarsi (fine della crisi!!!) un investimento che avrebbe potuto rendere più morbido il tragitto proprio verso la fine della crisi!

Ma un attimo dopo aver denunciato il fatto, mi sono anche chiesto perchè a livello governativo si scelga esplicitamente di non privilegiare (o sarebbe meglio dire azzoppare?) lo sviluppo di strumenti potenzialmente forieri di “libertà“.

Mai quanto oggi la rete è libertà di pensiero, di espressione, di critica, di porre domande e di raccogliere risposte, di aggregarsi e riunirsi attorno ad idee, di sostenere cause che prima rischiavano di arenarsi nel più assordante silenzio…

Ma d’altra parte è anche vero che in questo periodo nella testa del governo sembra esserci molto più la televisione del Web, con tutte le presunte novità dei vari nuovi decoder e l’enorme mercato che si è magicamente aperto…

E soprattutto la televisione è uno strumento prevalentemente one-way, nel quale si parla non a caso di spettatore piuttosto che di utente, ed una cosa è stare a guardare, ben altro è agire attivamente (anche se comodamente seduti dietro ad un monitor).

E allora la risposta alla mia domanda è forse molto facile!

E’ la paura del Web a limitare gli investimenti in infrastrutture digitali? E’ il terrore che il Web possa scavalcare e bypassare i classici canali per la creazione ed il mantenimento del consenso a far agire in questo modo la coddetta “casta”?

Insomma, hai capito adesso chi ha una matta paura del Web?

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