E’ di questi giorni una discussione che non fa che confermare quanto distorta sia la concezione del Web anche da parte di chi non può permettersi incertezze ed equivoci su un argomento così delicato ed importante.
Dopo il fattaccio di Piazza Duomo a Milano (l’aggressione al presidente del consiglio), si è scatenata la caccia al fomentatore, ed in molti si sono accorti che sul Web c’è qualcuno che fomenta, c’è qualcuno che comodamente seduto davanti al monitor si “diverte” ad istigare alla violenza e a magnificare l’idiota che ha dato prova di sé lanciando la statuetta del duomo addosso a Berlusconi.
Naturalmente non è questo il luogo per commentare il fatto violento, o per appiccicarvi commenti più o meno partigiani.
Però questo è il luogo per riflettere, magari per far riflettere qualcuno, su come nel tentativo di mostrarsi attivi e decisionisti si stia clamorosamente sbagliando il bersaglio. Già, perchè in molti – ministro Maroni in testa – si stanno scagliando contro Facebook ed il Web in generale in quanto palestra virtuale di questi idioti.
Il fenomeno non è certamente nuovo, ricordo che – molti anni fa – Maurizio Costanzo durante il suo show si lasciò scappare un “se su internet trova rifugio anche un solo pedofilo, io chiuderei internet!”, e lo disse talmente bene che la platea del teatro esplose in un fragoroso applauso. Certo, molti anni fa poteva essere meno incomprensibile avere una visione così distorta della rete e confondere lo strumento con l’uso che alcuni malfattori ne fanno, ma oggi?
Ha ancora senso oggi confondere Facebook con le decine (o migliaia) di imbecilli che confondono la libertà di opinione con l’apologia di reato libera? E’ ancora giustificabile accomunare il popolo del Web ai delinquenti che sul Web credono di poter scorrazzare impunemente? E’ accettabile che il nostro ministro degli interni minacci di intervenire chiudendo questo o quel gruppo, e ancor peggio di “filtrare” i contenuti Web?
No! Non è giustificabile, non è accettabile!
E questo no deve avere la stessa chiarezza e la stessa forza del no a qualsiasi forma di violenza che tutte le persone per bene hanno urlato dentro di sè (ed anche in rete) quando hanno assistito in TV all’aggressione al premier! Se qualcuno ha istigato alla violenza, si abbia la forza di processarlo, l’apologia di reato è perseguibile indipendentemente dal mezzo che si utilizza per diffinderla, che c’entra Facebook? Che c’entra la rete?
Forse a qualcuno è venuto in mente di impedire a tutti i venditori di souvenir (Duomi di Milano, Colossei e Piazze S. Pietro a Roma…) di vendere potenziali corpi contundenti sulle bancarelle? Non mi sembra, e seppure qualche “buontempone” lo ha pensato, oggi fa molto più notizia sparare contro internet e contro quei pazzi sovversivi che la popolano!
E allora la smettessero i nostri politici di girare attorno al problema, la rete è nata libera e tale deve restare, anche se questo infastidisce molte categorie che prima avevano il monopolio dell’informazione e della manipolazione. E il no ai filtri e ai controlli preventivi (o è meglio chiamarli censura?) deve essere anch’esso senza se e senza ma, altrimenti per impedire ai mafiosi di usare i cellulari, saranno capaci abolire del tutto la telefonia mobile (tanto ad abolire i mafiosi non ci pensano affatto).









la situazione è grave in Australia, dove il Governo sta pianificando un controllo capillare della rete con filtri software, e c’è una azione contraria molto diffusa
http://nocleanfeed.com/learn.html
vedi anche nocleanfeed su Twitter
http://twitter.com/#search?q=%23nocleanfeed
Posted by Roberto Ellero on December 16th, 2009.
Sono terrorizzati, invece di cercare di aprirsi e guadagnarci in trasparenza, cercano di frenare e limitare! Ed ogni pretesto è buono.
Posted by Roberto Castaldo on December 16th, 2009.
[...] mio post di ieri “Giù le mani dal web“, stigmatizzavo gli attacchi alla rete che hanno caratterizzato il dibattito – anche politico [...]
Posted by Web 2.0: Tanto rumore per nulla? Impariamo ad essere liberi on December 17th, 2009.