Nel mio post di ieri “Giù le mani dal web“, stigmatizzavo gli attacchi alla rete che hanno caratterizzato il dibattito – anche politico – del dopo-lancio-del-duomo-a-Berlusconi, attacchi che continuano e continueranno presumibilemente anche nelle prossime settimane. Infatti anche oggi, si continua a sparlare di rete, di libertà e di eccessi, di social network, di gruppi e di libertà di opinione che sfocia facilmente in insulti o ancor peggio in istigazione alla violenza.
Insomma, questa altro non è se non l’ennesima campagna di disinformazione contro quello che invece dovrebbe essere percepito come il Valore (la lettera maiuscola è intenzionale) della rete e dei social network: la Libertà.
Libertà di esprimere pareri, libertà di commentare, libertà di aprire blog e partecipare attivamente a movimenti d’opinione, libertà di interagire con altri individui, libertà di condividere e scambiare idee, libertà di cambiare idea, libertà di scontrarsi, ma anche libertà di informarsi e di scegliere le fonti in piena autonomia.
Quante libertà! Prima di internet non vi eravamo abituati, il massimo dell’informazione erano i giornali, la televisione e la radio… tutto assolutamente unidirezionale, con la sola possibilità di cambiare canale, o giornale. Non vi eravamo abituati, tanto che in molti ci devono ancora fare l’abitudine, in tutti i sensi: abituarsi a poter dire tutto quel che si vuole (e tante volte si esagera), ma anche abituarsi a sentirsi dire cose che prima restavano chiuse nei bar o nei circoli di quartiere (ed anche per questo ci vuole un certo esercizio).
Ma non è tutto, dobbiamo anche imparare a scegliere - che cosa terribile, vero??? – tra le infinite fonti di informazione che ora sono tutte a tiro di clic, e che ci vengono presentate dai motori di ricerca con criteri ben lungi dall’essere figli della verità, ammesso che di verità ne esista una ed una soltanto.
Strano ma vero… bisogna imparare ad essere liberi!









Questo post ha trovato un ideale proseguimento, ed anche alcuni commenti sul blog di Vittorio Zambardino “Scene digitali” nell’articolo “rete libera in libero stato“.
Posted by Roberto Castaldo on December 20th, 2009.
[...] mio post “impariamo ad essere liberi” ho provato ad avviare un personale ragionamento – non ancora concluso – sulle [...]
Posted by Web 2.0: Tanto rumore per nulla? Message in a virtual bottle on January 11th, 2010.
[...] in fondo, come ho già evidenziato nel post Impariamo ad essere liberi, queste storture sono abbastanza inevitabili in presenza di nuove libertà che sarà bene ci si [...]
Posted by Web 2.0: Tanto rumore per nulla? Libertà di copia? No, condivisione creativa! on January 25th, 2010.