Quante volte vi hanno detto che il Web è il “nuovo media”? E quante volte vi hanno convinto che col Web è possibile per tutti partecipare attivamente al libero scambio delle idee, alla libera condivisione della conoscenza? E magari tantissime volte avrete anche letto che “il nuovo passa dal Web”…
E invece, anche sul Web, il vecchio continua ad imperversare… le vecchie e stantie menti abituate ad usare i “vecchi media”, costrette a migrare sul Web perchè “oramai è il nuovo media”, continuano a stupirci con le loro trovate degne di essere paragonate alle frasi di Crozza che imita l’attuale leader del Partito Democratico…
Eh sì, perchè questa è l’impressione che io provo ammirando le meraviglie di cui la mente umana è capace quando decide di misurarsi con la Rete, pur non sapendone nulla, avendo però la stessa ingenua presunzione di chi da quarant’anni guarda la Domenica Sportiva (ma esiste ancora???) e frequenta assiduamente l’edicola e il Bar dello Sport, e si sente quindi in grado di trasformarsi ogni domenica nell’allenatore della propria squadra di calcio… ma si sa, siamo tutti CT.
Ma forse siamo anche tutti idioti! Questo devono aver pensato gli ideatori dell’ultima campagna di tesseramento del PD, quella dei manifesti (abusivi!!!) “Conosci i miei?” che hanno infestato Roma nel tentativo di intrigare, di incuriosire e poi di avvicinare al tesseramento! Esattamente come per idioti deve averci preso la Moratti (ed io suo valente team) quando lo scorso anno ha raccattato qualche centinaio di “Mi piace” con la foto di un cagnolino su Facebook… Almeno adesso sono sicuro di divertirmi con le risposte della rete, ricordate la moschea di Sucate???
Insomma, siamo al livello di “Ehi ragazzi… non siamo mica qui a smacchiare i giaguari”, solo che Crozza scherza… o forse no, lui è il più serio di tutti!
Come al solito, in presenza di un avvenimento di indubbio peso – la prematura scomparsa di Steve Jobs - ci si è scatenati nell’incensare o nel vituperare, in pochi si sono fermati a riflettere a “mente fredda”. Ecco perchè ho aspettato un po’ prima di dire la mia, nella speranza che l’emotività e talvolta il fastidio che ho provato nei riguardi di alcuni commentatori, lasciassero il posto ad un briciolo di ragionevolezza. Leggi tutto… »
Credo che tutti ricordino quando Giorgio Gaber esaltava il valore della partecipazione rispetto alla mera possibilità di far quel che si vuole, magari isolandosi dal resto del mondo. Di certo erano tempi diversi; non so se migliori o peggiori, certo erano diversi.
Oggi, tanto per dirne una, è davvero difficile isolarsi, ed il concetto di “staccare la spina” è sempre più anacronistico, oggi la libera partecipazione alle dinamiche scatenate dai social network è semplicemente un dato di fatto, una conquista acquisita e consolidata.
Oggi è del tutto normale scambiarsi informazioni, pareri, gusti ed inclicazioni personali.
Ma siamo sicuri che la partecipazione evocata da Gaber coincida con la possibilità che oggi tutti (tutti i connected intendo) abbiamo di esprimere in rete la nostra opinione e di confrontarla con chi ne ha voglia? Leggi tutto… »
E’ con un certo disappunto che ho appena terminato di rivedermi l’ultima puntata di Report, quella di ieri sera (10 aprile 2011) nella quale si è “affrontato” il discorso Social Network e Web 2.0.
“Affrontato” si fa per dire, visto che quella che ho visto altro non è stata se non un’infarinatura, per niente utile e a tratti fuorviante, sull’argomento.
Infarinatura, perchè le tante sfaccettature che la problematica presenta sono state (e neanche tutte) introdotte in maniera stranamente superficiale, talvolta in maniera stucchevole, col risultato che chi già conosceva l’argomento non vi ha trovato alcun approfondimento interessante, chi invece non lo conosceva rischia di uscirne ancora più confuso di prima.
Già perchè stavolta Report, che io ho sempre apprezzato come fonte di riflessione e di denuncia sociale, si è lasciato andare ad approcci frettolosi, basti pensare a come frettolosamente si è parlato di Wikipedia con Frieda Brioschi, o a come si è discusso (poco e malissimo) del rapporto social network – politica. Leggi tutto… »
Che confusione. Giornalisti, politici, blogger, esperti e santoni… tutti a dire la propria sul ciclone Wikileaks.
Che confusione. Tutti a lanciare proclami, anatemi, sentenze e come sempre capita in queste situazioni è assai difficile orientarsi tra tante fonti che dicono tutto ed il contrario di tutto.
Ma quanti di questi esperti hanno consultato il sito in questione, e quanti di essi – per esempio – ne conoscono il funzionamento? Quel che è certo è che nessuno parla del meccanismo che permette la pubblicazione di materiale che “scotta”, tutti si fermano all’eccezionalità di questo o quel documento, tralasciando completamente di spiegare ai lettori, telespettatori o internauti la strada che un documento deve percorrere per apparire su WikiLeaks.
Importa molto di più strombazzare i presunti scoop, tanto questi bastano e avanzano a vendere giornali, ad aumentare il numero di utenti, a gonfiare l’audience o a parlar male di questo o quell’uomo pubblico.
Il risultato? Fumo che va ad aggiungersi al fumo, rumore che si aggiunge al caos che già da tempo caratterizza l’informazione sul Web (e non solo lì).
Tanto per dirne una, nessuno ha mai detto che WikiLeaks non è un wiki!
Anche quest’anno ho il privilegio di essere presente, grazie ad IWA Italy, all’appuntamento di Milano con lo SMAU 2010. E’ dal lontano 2003 (Webbit di Padova) che propongo all’attenzione dei partecipanti alcuni degli argomenti che più mi interessano, e quest’anno ho ben due seminari, entrambi il 22 ottobre 2010:
Nuovi strumenti, nuovi linguaggi, nuove abitudini ma anche nuove leggende. In questo seminario si discuterà dell’impatto delle applicazioni Web di tipo social sulle dinamiche di gruppo e sulle aspettative dei giovani utenti 2.0, spesso disilluse a causa di approcci eccessivamente entusiastici e modaioli. Verrà inoltre presentato il risultato di un sondaggio proposto a giovani studenti in età compresa tra i 15 e i 20 anni. Target: Responsabili di comunità scolastico-formative
Nella maggior parte dei casi le piattaforme di e-learning non sono riuscite a sostituire in termini di efficacia ed efficienza le classiche lezioni frontali, ma forse era illusorio pretenderlo. Le nuove tecnologie possono invece affiancare il docente, rafforzando – e non sostituendo – il suo quotidiano lavoro, anche grazie ad applicazioni semplici ma innovative in grado di supportare e agevolare la diffusione della conoscenza, senza per questo stravolgere i pilastri della didattica. Durante il seminario verrà presentata la Web application “PiKno – Pills of knowledge“. Target: Operatori del settore formazione
L’ingresso a SMAU è offerto da IWA Italy.
Se, come spero, vorrai partecipare, ti ricordo che IWA Italy è presente a SMAU 2010 con un gran numero di seminari, che si terranno in gran parte presso l’arena Vodafone (dietro il nostro stand). Tutti coloro che si iscriveranno agli eventi utilizzando per la registrazione generale il codice invito offerto da IWA ITALY potranno entrare gratuitamente a SMAU!
A prima vista, l’avvento dei social network e la conseguente esplosione di fenomeni quali Facebook farebbero pensare ad un innalzamento del livello di alfabetizzazione informatica tra le nuove generazioni, quelle always connected, quelle per cui non ha senso staccarsi dalla rete neanche per un attimo.
E a prima vista verrebbe spontaneo associare l’utilizzo intensivo delle tecnologie informatiche con la conoscenza – magari approfondita – dello strumento che si sta utilizzano, ma a ben vedere le cose non stanno affatto così.
E la conferma a quello che era già un mio sentore da diverso tempo l’ho avuta pochi giorni or sono, quando sono entrato in contatto con alcune classi iniziali di istituti tecnici e professionali nel circondario di Napoli: ragazzi di quattordici, quindici anni, al loro primo anno di scuola superiore, ma già tutti col loro smartphone, e – manco a dirlo – tutti dotati di PC e di profilo su Facebook. Leggi tutto… »
Governo 1.0: Ogni qual volta si insedia un nuovo governo, inizia immediatamente ad elencare le eredità indesiderate lasciate dal governo precedente: non è colpa mia, ma di quelli che mi hanno preceduto!
Governo 2.0: Ogni qual volta si insedia un nuovo governo, inizio immediatamente ad interpellare i cittadini chiedendo direttamente a loro le loro priorità!
E’ facile intuire a quale “versione” di governo apparteniamo qui in Italia, ed è altrettanto facile aspettarsi che da qualche altra parte abbiano fatto di meglio. Ed è proprio così!
http://yourfreedom.hmg.gov.uk/ è il sito appena creato dal governo inglese, e già dal titolo “le tue idee per la tua libertà” si capisce tutto. Quando si dice la buona comunicazione!
Ogni commento mi pare superfluo, a fronte dei bavagli o dei tentativi censori sempre più di moda, questo dovrebbe essere il modo per interagire con i cittadini, questo dovrebbe essere l’approccio costruttivo ed umile al tempo stesso di chiunque abbia l’onere e l’onore di governare un paese, e questo dovrebbe essere l’uso virtuoso degli strumenti e delle possibilità offerte dal Web.