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Il Web 2.0 e le nuove forme di comunicazione

Il Web 2.0: comunicare con consapevolezza!

Video-lezione progettata e realizzata per l’ISIS Europa di Pomigliano d’Arco

Chi ha gabbato la Gabbanelli?

E’ con un certo disappunto che ho appena terminato di rivedermi l’ultima puntata di Report, quella di ieri sera (10 aprile 2011) nella quale si è “affrontato” il discorso Social Network e Web 2.0.

“Affrontato” si fa per dire, visto che quella che ho visto altro non è stata se non un’infarinatura, per niente utile e a tratti fuorviante, sull’argomento.

Infarinatura, perchè le tante sfaccettature che la problematica presenta sono state (e neanche tutte) introdotte in maniera stranamente superficiale, talvolta in maniera stucchevole, col risultato che chi già conosceva l’argomento non vi ha trovato alcun approfondimento interessante, chi invece non lo conosceva rischia di uscirne ancora più confuso di prima.

Già perchè stavolta Report, che io ho sempre apprezzato come fonte di riflessione e di denuncia sociale, si è lasciato andare ad approcci frettolosi, basti pensare a come frettolosamente si è parlato di Wikipedia con Frieda Brioschi, o a come si è discusso (poco e malissimo) del rapporto social network – politica. Leggi tutto… »

Analfabeti 2.0, i nuovi ignoranti digitali

A prima vista, l’avvento dei social network e la conseguente esplosione di fenomeni quali Facebook farebbero pensare ad un innalzamento del livello di alfabetizzazione informatica tra le nuove generazioni, quelle always connected, quelle per cui non ha senso staccarsi dalla rete neanche per un attimo.

E a prima vista verrebbe spontaneo associare l’utilizzo intensivo delle tecnologie informatiche con la conoscenza – magari approfondita – dello strumento che si sta utilizzano, ma a ben vedere le cose non stanno affatto così.

E la conferma a quello che era già un mio sentore da diverso tempo l’ho avuta pochi giorni or sono, quando sono entrato in contatto con alcune classi iniziali di istituti tecnici e professionali nel circondario di Napoli: ragazzi di quattordici, quindici anni, al loro primo anno di scuola superiore, ma già tutti col loro smartphone, e – manco a dirlo – tutti dotati di PC e di profilo su Facebook. Leggi tutto… »

Topi d’appartamento 2.0

La cosa che più mi stupisce è che in molti si stupiscano!

Eppure fa notizia – ne parlano diversi quotidiani anche qui in Italia – che l’enorme mole di informazioni personali condivise in maniera spensierata da milioni di utenti possa essere utilizzata da qualcuno a scopi non proprio edificanti.

La presunta notizia è la nascita di pleaserobme.com, una sorta di aggregatore in grado di comunicare ai suoi utenti chi ha appena lasciato la casa incustodita! Il principio è estremamente facile (si estraggono da fonti diverse informazioni sugli utenti), la cosa davvero strana è che soltanto adesso qualcuno abbia deciso di creare un’applicazione come questa, semplice ma provocatoria al tempo stesso.

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La privacy è morta, viva la privacy!

Che l’adozione di nuovi strumenti fosse foriera di nuove possibilità e, dopo un po’ di tempo, anche di nuove abitudini è cosa risaputa.

Era quindi ragionevole attendersi che la “deriva” social del Web (da molti etichettata erroneamente come Web 2.0) potesse contribuire al cambiamento di alcune consuetudini e addirittura alla nascita di nuove esigenze; infatti si può dire che oggi esista un’intera generazione, quella dei cosiddetti “nativi digitali”, per i quali lo stare sempre connessi al Web e condividere con la rete ogni accadimento e sentimento sono delle vere e proprie necessità.

Ma accettare una volta per tutte che la privacy sia destinata all’oblio grazie (o per colpa) dei social network è ancora abbastanza difficile!

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Quanto crescono i social network?

Sul fatto che i social network, e con loro il cosiddetto Web 2.0, crescano a vista d’occhio ci sono pochi dubbi.

E mi pare quanto meno interessante soffermarsi per qualche secondo sul “contatore” che riporto in questo post, tratto dal blog PersonalizeMedia di Gary Hayes.

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Fare soldi col Social Network

E’ di questi giorni la notizia riguardante Facebook e l’inizio del rientro dagli investimenti: in altre parole, raggiunti i 300 milioni di utenti, sta iniziando un trend positivo per quanto concerne il cash flow di Facebook, che – a quanto sembra – d’ora in avanti è destinato a rafforzarsi anche dal punto di vista economico.

In buona sostanza, ci si è accorti che un social network ben strutturato e con un vastissimo seguito come Facebook inizia a guadagnare a partire dai 300 milioni di utenti, il che – secondo me – testimonia in maniera lampante che:

  1. I modelli di business tanto cari al Web 2.0 basati sulla quantità di utenti sono a dir poco aleatori, tanto che il leader dei social network inizia solo ora a respirare un po’ di ossigeno;
  2. L’adozione di tali modelli da parte delle svariate realtà aziendali che cercano di scimmiottare Facebook non può certo portare a risultati mirabolanti in tempi brevi, anzi è più facile l’esatto contrario.

Insomma, una cosa è divertirsi con i social network, ben altra è far soldi.

Giornalisti, fate i giornalisti!

E’ incredibile come le banalità diventino notizie, e come mai come oggi si tenda a confondere la verità con l’opinione.

Forse è l’ondata del Web 2.0 a rendere tutto incerto, forse ancora qualcuno crede alla “balla” dell’intelligenza collettiva che sarebbe in grado di fare miracoli, ma io resto comunque sorpreso nel leggere certe notizie.

Il garante della privacy ha richiamato i giornalisti dicendo testualmente: Leggi tutto… »

Non ho tempo da perdere!

Che utilizzare i social network fosse divertente non è mai stato messo in dubbio.

In pochi però avevano ragionato seriamente sul fattore “tempo“, e su quanto tempo effettivamente si debba dedicare per tenere attivi e funzionanti gli svariati account che tanti utenti posseggono su diversi social network. Leggi tutto… »

Tasse 2.0, esattori alla riscossa!

C’era da aspettarselo, in fondo ci hanno messo molto tempo ad inventarsi quest’utilizzo dei social network… ma andiamo con ordine e riferiamoci, per esempio, a Facebook che in Italia continua a spopolare.

Qual’è lo stato attuale di Facebook? Milioni di account, con milioni di dati personali a disposizione di tutti, fotografie accessibili non solo dagli amici, notizie spesso assai precise su viaggi, spostamenti, acquisti importanti. Insomma, un ritratto molto interessante della società italiana “connected”, che è anche presumibilmente quella maggiormente abbiente.

Ora, chi può essere interessato a tutto questo patrimonio di informazioni e dati? Certamente gli amici ed i conoscenti, certamente i tanti curiosi che – avendo tempo da perdere – si divertono a sbirciare nella vita altrui, ma anche altre categorie di “utenti”… Leggi tutto… »