PiKno – Pills of Knowledge
Slides del seminario tenuto a SMAU Milano il 22 ottobre 2010
Slides del seminario tenuto a SMAU Milano il 22 ottobre 2010
Slides del seminario tenuto a SMAU Milano il 22 ottobre 2010.
E’ disponibile anche un documento riassuntivo.
A prima vista, l’avvento dei social network e la conseguente esplosione di fenomeni quali Facebook farebbero pensare ad un innalzamento del livello di alfabetizzazione informatica tra le nuove generazioni, quelle always connected, quelle per cui non ha senso staccarsi dalla rete neanche per un attimo.
E a prima vista verrebbe spontaneo associare l’utilizzo intensivo delle tecnologie informatiche con la conoscenza – magari approfondita – dello strumento che si sta utilizzano, ma a ben vedere le cose non stanno affatto così.
E la conferma a quello che era già un mio sentore da diverso tempo l’ho avuta pochi giorni or sono, quando sono entrato in contatto con alcune classi iniziali di istituti tecnici e professionali nel circondario di Napoli: ragazzi di quattordici, quindici anni, al loro primo anno di scuola superiore, ma già tutti col loro smartphone, e – manco a dirlo – tutti dotati di PC e di profilo su Facebook. Leggi tutto… »
Giovedì scorso, 11 febbraio 2010, ho partecipato al convegno “Informazione sul web. Quali regole per un nuovo luogo“, che mi ha impressionato favorevolmente per l’egregia organizzazione e per l’interesse di molti interventi. Una bella giornata di studio in una splendida cornice, il palazzo dei congressi di Orvieto!
Nel mio intervento “Utenti ed autori, gioie e dolori” mi sono soffermato sul rapporto autore-utente che viene ridisegnato con l’avvento del Web partecipativo e di tutte le applicazioni che ad esso fanno capo, da Flickr a Wikipedia, e mi sono riproposto di lanciare anche qualche provocazione, approfittando della presenta di un uditorio assai variegato e stimolante, costituito per una buona parte da alunni e docenti degli istituti superiori di Orvieto.
Quel che all fine mi ha davvero impressionato è la distanza tra Web applications ed utenti, nel senso che la percezione del cosiddetto Web 2.0 da parte della maggioranza dei fuitori è molto lontana dalle intenzioni dei progettisti ed ancor più dalle reali potenzialità di tali strumenti.
Quando ho letto le tracce dell’elaborato d’italiano uscite all’esame di Stato di quest’anno, mi son detto: “Beh, forse qualcuno si sta accorgendo che esitono i social network e che molti ragazzi usano Facebook”.
Poi, ripensandoci a freddo, mi è sorto qualche dubbio:
Il mio timore più grande è che – ancora oggi – regni ancora sovrano il pregiudizio secondo il quale Internet è il regno dei pedofili e prevalentemente uno strumento di perdizione. Questo è quel che generalmente capita con quei fenomeni che vengono in quelche modo temuti e demonizzati semplicemente perchè non li si conosce.
Chissà se saranno mai disponibili report e statistiche sull’andamento delle valutazioni relative a questa specifica traccia.