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Libertà è ancora partecipazione?

Credo che tutti ricordino quando Giorgio Gaber esaltava il valore della partecipazione rispetto alla mera possibilità di far quel che si vuole, magari isolandosi dal resto del mondo. Di certo erano tempi diversi; non so se migliori o peggiori, certo erano diversi.

Oggi, tanto per dirne una, è davvero difficile isolarsi, ed il concetto di “staccare la spina” è sempre più anacronistico, oggi la libera partecipazione alle dinamiche scatenate dai social network è semplicemente un dato di fatto, una conquista acquisita e consolidata.

Oggi è del tutto normale scambiarsi informazioni, pareri, gusti ed inclicazioni personali.

Ma siamo sicuri che la partecipazione evocata da Gaber coincida con la possibilità che oggi tutti (tutti i connected intendo) abbiamo di esprimere in rete la nostra opinione e di confrontarla con chi ne ha voglia? Leggi tutto… »

Analfabeti 2.0, i nuovi ignoranti digitali

A prima vista, l’avvento dei social network e la conseguente esplosione di fenomeni quali Facebook farebbero pensare ad un innalzamento del livello di alfabetizzazione informatica tra le nuove generazioni, quelle always connected, quelle per cui non ha senso staccarsi dalla rete neanche per un attimo.

E a prima vista verrebbe spontaneo associare l’utilizzo intensivo delle tecnologie informatiche con la conoscenza – magari approfondita – dello strumento che si sta utilizzano, ma a ben vedere le cose non stanno affatto così.

E la conferma a quello che era già un mio sentore da diverso tempo l’ho avuta pochi giorni or sono, quando sono entrato in contatto con alcune classi iniziali di istituti tecnici e professionali nel circondario di Napoli: ragazzi di quattordici, quindici anni, al loro primo anno di scuola superiore, ma già tutti col loro smartphone, e – manco a dirlo – tutti dotati di PC e di profilo su Facebook. Leggi tutto… »

Topi d’appartamento 2.0

La cosa che più mi stupisce è che in molti si stupiscano!

Eppure fa notizia – ne parlano diversi quotidiani anche qui in Italia – che l’enorme mole di informazioni personali condivise in maniera spensierata da milioni di utenti possa essere utilizzata da qualcuno a scopi non proprio edificanti.

La presunta notizia è la nascita di pleaserobme.com, una sorta di aggregatore in grado di comunicare ai suoi utenti chi ha appena lasciato la casa incustodita! Il principio è estremamente facile (si estraggono da fonti diverse informazioni sugli utenti), la cosa davvero strana è che soltanto adesso qualcuno abbia deciso di creare un’applicazione come questa, semplice ma provocatoria al tempo stesso.

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Le frontiere della discriminazione.

Al peggio non c’è limite, nonostante il tanto parlare che si fa intorno al Web 2.0… anzi, a ben pensarci è proprio il Web 2.0 ad avere aumentato il livello di discriminazione presente in rete.

Proviamo ad andare per ordine…
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Quanto crescono i social network?

Sul fatto che i social network, e con loro il cosiddetto Web 2.0, crescano a vista d’occhio ci sono pochi dubbi.

E mi pare quanto meno interessante soffermarsi per qualche secondo sul “contatore” che riporto in questo post, tratto dal blog PersonalizeMedia di Gary Hayes.

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Non ho tempo da perdere!

Che utilizzare i social network fosse divertente non è mai stato messo in dubbio.

In pochi però avevano ragionato seriamente sul fattore “tempo“, e su quanto tempo effettivamente si debba dedicare per tenere attivi e funzionanti gli svariati account che tanti utenti posseggono su diversi social network. Leggi tutto… »