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Analfabeti 2.0, i nuovi ignoranti digitali

A prima vista, l’avvento dei social network e la conseguente esplosione di fenomeni quali Facebook farebbero pensare ad un innalzamento del livello di alfabetizzazione informatica tra le nuove generazioni, quelle always connected, quelle per cui non ha senso staccarsi dalla rete neanche per un attimo.

E a prima vista verrebbe spontaneo associare l’utilizzo intensivo delle tecnologie informatiche con la conoscenza – magari approfondita – dello strumento che si sta utilizzano, ma a ben vedere le cose non stanno affatto così.

E la conferma a quello che era già un mio sentore da diverso tempo l’ho avuta pochi giorni or sono, quando sono entrato in contatto con alcune classi iniziali di istituti tecnici e professionali nel circondario di Napoli: ragazzi di quattordici, quindici anni, al loro primo anno di scuola superiore, ma già tutti col loro smartphone, e – manco a dirlo – tutti dotati di PC e di profilo su Facebook. Leggi tutto… »

Prove di italica libertà

Sarà che se ne parla molto ed in tutte le salse, sarà che quelle delle libertà e dei diritti dell’uomo sono tematiche sempreverdi, anche perchè costantemente in pericolo, ma anche questo post si riferisce alle nuove dinamiche scatenate dalle nuove libertà che il Web mette a disposizione di tutti i suoi utenti. Libertà sotto esame!

Su Youtube è stato pubblicato un breve spot dedicato alla pubblicazione  cartacea “Noi amiamo Silvio”, e la cosa curiosa è che finora (sono le 17:30 del 2 febbraio) tutti i commenti al video sono a dir poco negativi: naturalmente i soliti “signori del Web” non hanno saputo trattenersi, e quindi molti di questi commenti sono infarciti di insulti, tutto sommato prevedibili quanto inutili.

Nel contempo, lo stesso utente ha anche pubblicato anche la parodia dello spot, “Noi non amiamo Silvio, e a questo punto mi domando cosa succederà: certo, se tutto andasse come dovrebbe, non dovrebbe succedere un bel niente, nel senso che – da qualunque parte ci si voglia porre – tutto potrebbe finire con una risata (gustosa o amara, fate un po’ voi) o con un vivace scambio di idee.

Temo però che anche questa volta si griderà allo scandalo, qualcuno si offenderà più del dovuto – da entrambe le parti – e a qualcun’altro tornerà in mente di filtrare i contenuti Web, cercando di spacciare la rete come un luogo di cospiratori e di pericolosi sovversivi.

Ben lieto di sbagliarmi…